venerdì 11 marzo 2016

Mediazione Intergenerazionale

Si può affrontare un conflitto fra generazioni
 in modo generativo?




Alcune circostanze generano conflitti che sembrano insanabili, le relazioni sembrano alimentarsi proprio di ciò che le divide e che non lascia spazio a differenti prospettive.

La speranza e l'impegno reciproco a far crescere la relazione cedono il passo alla sfiducia, all'impossibilità di trovare un momento per ricominciare.
Nell'esperienza della mediazione le persone coinvolte si riconoscono sempre artefici delle proprie decisioni capaci di progettare sul legame che le unisce oltre i conflitto che le ha divise. Il mediatore non ha il compito di capire chi ha ragione e di convincerne l'altro. Sarebbe una follia. Chi confligge guadagna nella mediazione un tempo per stare nel proprio dolore, per scendere nei motivi più profondi e consolidati di divisione senza perdersi, per conoscere l'ostilità dell'altro senza rimanerne schiacciato, per "urlare" la sua rabbia e scoprire che l'altro comincia a capire.

Il mediatore è il garante di questo spazio e di questo tempo, non ha soluzioni dentro a cilindri significherebbe portare l'uomo fuori dalla propria libertà. Consente alle persone di scegliere come vivere l'occasione della mediazione per riuscire a riscrivere, al momento opportuno, la grammatica della propria relazione, che funzionerà solo se  concreta e quotidiana, se attraverserà la realtà camminando nelle loro gambe, se si farà azione attraverso le loro mani e le loro parole. 

In quali tappe di vita il conflitto tra le generazioni mette a dura prova le relazioni e può essere affrontato attraverso la mediazione intergenerazionale?

Pensiamo ai conflitti tra genitori e figli adolescenti, mentre gli adulti rivestono ancora una forte responsabilità e faticano a comprendere se e quanto farsi da parte, i ragazzi con tutta la forza del loro carattere, della trasgressione del desiderio di fare da sé oppongono prese di decisioni assolutamente unilaterali. Che fare? Quando il conflitto si fa serrato e senza sbocchi la relazione ne soffre molto.

Pensiamo anche al momento in cui chi genera perde le forze, diventa anziano, figli, nipoti, parenti o altre figure si trovano a prendere decisioni a trovare modi di accordarsi senza far sparire la voce dell'anziano, la ricchezza dei suoi anni, la fatica della vecchiaia, il suo bene, anche quando non è in grado di intendere.
Accordarsi però non è facile, riporta a galla il significato di antichi gesti, di eventi, di conflitti che già avevano compromesso le relazioni o erano rimasti come braci sotto le ceneri del tempo. Si rispolverano storie di doni e debiti, di generosità tra le generazioni e doveri di riconoscenza con l'assunzione di nuove responsabilità.
Se questi frutti del tempo, delle varie scelte antiche ed attuali, non trovano dignità nella storia che si scrive al presente, rischiano di trasformarsi in cicatrici del dolore o trampolini della rabbia e della divisione.

Se io e te riusciamo a dipanare il conflitto che ci divide ed ha riaccendere il nostro legame, acquisteremo consapevolezza della nostra dignità e potremo sfidare ancora il futuro,  sapendo che in occasione di altri conflitti, fra noi o con gli altri, potremo riguadagnare nuovi spazi, trovare ancora garanti per fermarci,  sfidarci, soffrire, comprendere, proporre, accordarci, ripartire insieme perché non saremo diventati l'uno vittima dell'altro, ma protagonisti delle nostre decisioni.

J. Morineau :
Quando c’è un conflitto, c’è sofferenza e se vogliamo che questo si risolva, dobbiamo arrivare al cuore di questa sofferenza, solo allora la ricostruzione sarà possibile. “La vera richiesta non è solo al livello della risoluzione del conflitto, ma ad un livello superiore, quello della dignità umana e quello della riparazione morale che non esclude la riparazione materiale, ma, che, sola, può rendere all’individuo il suo posto nella società” 

La mediazione intergenerazionale è una proposta concreta, ha un ambito, una scansione temporale e un metodo, se vuoi saperne di più contattaci.


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