("Le parole della famiglia" di E.Scabini e G.Rossi. - Ed. V&P - 2008)
La meraviglia di questo organizzatore di relazioni mi sembra ben rappresentato da un albero che racchiude in se la ricerca del nutrimento nel profondo delle sue radici, l'intreccio della sua storia e della sua essenza costituita da ogni persona e dal legame diverso che le unisce, la tensione al futuro protendendo verso l'infinito i frutti del proprio amore generativo. I figli sono i primi virgulti riconoscibili di questo intreccio, il loro esistere è fondato sul legame tra i genitori e per lanciarsi verso il futuro possono prendere forza dal trampolino della storia in linea paterna e materna che poi potenzieranno col proprio personale contributo, con le proprie scelte. Tutte le persone uomini e donne di ogni generazione che partecipano alla famiglia, a questo mirabile incontro-scontro di differenze, non si limitano a consegnare al futuro i frutti dei loro legami generativi, che son già un prodigio, ma diventano esse stesse germoglio e apertura al futuro, espressione meravigliosa di sé e di quella peculiare sfumatura (mascolinità, femminilità, paternità, maternità, essere figlio o figlia, nonno o nonna) che nel distinguersi, ma anche nel donarsi, costruisce.
Per questo la famiglia è la cellula fondamentale della società, ben oltre il sentimento che la tiene unita, essa è l'unica organizzazione di relazioni che tiene insieme la complementarietà fondamentale uomo-donna e su questo legame fonda il continuo affacciarsi del passato al futuro per sè stessa e per tutta la comunità.
(Si ringrazia Caterina Galavotti per la collaborazione artistica)

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